venerdì 9 settembre 2011

...sul ddl costituzionale che abolisce le Province

Venerdì 9 settembre 2011,
Dire che ci sorprende il silenzio assordante di una certa politica (di destra e di sinistra) e l'incapacità strutturale della stessa di prevedere e comprendere i profondi cambiamenti che si prospettano nel nostro Paese e nella nostra regione nei prossimi mesi, sarebbe un'insostenibile bugia! Affermare che non ci colpisce l'incapacità di una certa informazione di fare – anche su periodi lunghissimi - una adeguata analisi delle esigenze di interi territori ed una severa critica della paralisi generale dell'iniziativa politica, sarebbe altrettanto falso! Per questo va accolto con attenzione il pezzo firmato ieri dalla brava e acuta Teresa Munari sui rischi di depotenziamento dello status di città metropolitana derivanti dal ddl costituzionale di recente discussione! Perché squarcia una cappa fatta di slogan e di nenie fastidiose che per nulla hanno arricchito negli anni la consapevolezza di una comunità che avrebbe dovuto assumersi le responsabilità di un cammino complesso e perché ha nascosto la pochezza di una classe dirigente non di rado senza idee! Proprio per questi motivi, non ci appare peregrina l'ipotesi che, affermando quanto sopra senza timore, a qualcuno prenda l'orticaria. Perché i tifosi che per tutta una partita hanno gridato a squarciagola inni e slogan, difficilmente ammetteranno che la propria squadra ha perso 5 a 0 perché ha giocato male o ha un brocco per allenatore e non perché è sfortunata. Tuttavia, chi ha compiuto una quota parte del lavoro necessario per raggiungere un grande obiettivo, ha il diritto di dire la propria. E noi lo facciamo!

Più di due anni son passati dal successo politico più rilevante di Scopelliti e della sua amministrazione, ma nulla è seguito per rendere questa grande conquista una realtà! Eppure, mentre un Governatore reggino si impegnava (e si impegna!) seriamente a cambiare la Calabria, a nessuno (o quasi!) di quelli rimasti in riva allo Stretto è venuto in mente che Reggio avrebbe potuto ricostruire la propria leadership nella regione concretizzando lo status di città metropolitana!

Formula Sud – che ha prodotto due anni fa l'unico studio completo sulle città metropolitane consultabile gratuitamente! – ci ha provato! Ha da subito raccolto la sfida ed ha, da più di un anno, sollecitato i vertici delle Istituzioni reggine affinché attivassero il processo di confronto e di aggregazione tra i vari comuni della provincia. Ha chiesto che il Presidente della Provincia o, in subordine, il Sindaco della città capoluogo, assumessero da subito l'iniziativa di portare i sindaci del comprensorio reggino al tavolo del confronto e istituissero delle commissioni di esperti in grado di elaborare delle buone pratiche nei settori portanti quali trasporti, sicurezza, ambiente, burocrazia, innovazione e di costruire su di esse l'impalcatura generale della città metropolitana. Ha immaginato, insomma, che i rappresentati principali dei nostri territori interpretassero fino in fondo il loro ruolo di guida in un momento così complesso per il Paese! Ha dovuto prendere atto, però, che nulla é accaduto e che ci si sarebbe dovuti accontentare del riecheggiare irritante di proclami populistici da DC anni '50 quali quelli a difesa dei piccoli comuni a rischio scomparsa cui, però, non è stata preventivamente prospettata una formula di gestione integrata di servizi essenziali, bensì impalpabili solidarietà in sedi non idonee! E tutto, nonostante da anni si parli di razionalizzazione delle spese, di servizi consorziati, di unioni di comuni, di eccessivo sovraccarico di livelli istituzionali e di fine dei soldi pubblici!

Il ddl costituzionale con cui si aboliscono le Province e si istituiscono le cosiddette "aree vaste" (che tanto alle Province assomigliano!) - qualora mai completasse il suo lungo iter parlamentare - di per sé non abolisce espressamente le città metropolitane - compresa Reggio Calabria e le altre nove indicate nella legge di riforma del 2009! Tuttavia, ci offre uno scenario ben più fosco perché sottende la futura conflittualità tra due "contenitori vuoti" che mancheranno di un'impalcatura organizzativa ed amministrativa solida, capace di sostenere le Istituzioni stesse oltre che di dare risposte concrete alle esigenze delle comunità di riferimento

In più - e nessuno sembra averci fatto caso! – non essendo ancora ben definiti i criteri di costituzione di queste aree vaste (che non necessariamente, come per le città metropolitane, corrisponderanno ai vecchi confini provinciali), nessuno può sapere come si scomporrà e si ricomporrà l'attuale assetto territoriale della Calabria o prevedere il successo di iniziative quali i tentativi fatti in passato, da parte di Province a rischio cancellazione, di annettere territori confinanti (vedi Vibo con Rosarno o Gioia Tauro o San Ferdinando) pur di sopravvivere! O…più verosimilmente, per riaggregare  blocchi territoriali inediti su basi, interessi o compatibilità non necessariamente cristalline!

Questa terra merita una classe politica più adeguata! Che non disperda le conquiste fatte dalle amministrazioni passate e che renda tangibili e "collettivi" i benefici degli sforzi compiuti. Per questo, Formula Sud rivolge nuovamente l'invito a darsi da fare e si dichiara disponibile a sostenere con determinazione chiunque traguardi il proprio ruolo istituzionale agli obiettivi finora mancati!

Aver perso così tanto tempo, ignorando chi chiedeva di assumersi le responsabilità dell'impresa, è una colpa grave che tradisce un'inadeguatezza conclamata! Abbiamo superato lo choc di esser stati privati del capoluogo. Supereremo anche i sensi di colpa di esser stati responsabili dell'ennesima occasione perduta?

 

AMEDEO CANALE

Presidente Formula Sud

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