lunedì 22 agosto 2011

Lunedì, 22 agosto 2011

La complessità della situazione nazionale, unita ai drammatici indicatori economici ed occupazionali relativi al Mezzogiorno d'Italia ed alla Calabria in particolare, dovrebbero spingere le nostre classi dirigenti ad un approccio più "sostanziale" e meno superficiale alla risoluzione dei problemi all'ordine del giorno. A meno che, certi approcci - solo apparentemente superficiali - non celino disegni e obiettivi ben più complessi!

La proposta di Pino Galati di unificare le sedi della Giunta e del Consiglio Regionali allocandoli nella parte centrale della nostra regione, sulla scorta di argomentazioni particolarmente in voga in queste settimane, appare discostarsi dalla consueta accortezza di chi l'ha fatta ed ignorare la sgradevole assonanza con una condizione nazionale in profonda crisi di coesione sociale e territoriale!

Non me ne voglia il mio amico Galati – di cui apprezzo intelligenza e impegno - ma credo che non sia difficile rendersi conto di quanto sia pericoloso maneggiare un argomento del genere in un periodo di grande disagio per i nostri corregionali. Di come quarant'anni di regionalismo non siano riusciti a sanare un vulnus profondo che ancora oggi pone Reggio Calabria in grossissimo credito non solo con i centri di potere storici regionali, ma anche con i governi nazionali. Di come essi non siano riusciti ad evitare che le Calabrie fossero sempre più radicalmente TRE piuttosto che una, in un'esaltazione delle differenze tutt'altro che nobile e "disinteressata". Dunque, posto che in una fase di precarietà globale sono esclusivamente le politiche di rigore complessivo e le strategie di sviluppo a salvare un Paese e non certo i seppur decorosi e dovuti tagli alla politica, suggerirei a tutti di dedicarci a contribuire con maggiore incisività agli sforzi di un governo regionale che – oggi più di ieri! – deve rendere tangibili i propri intendimenti. E che – mi auguro – tra dieci anni, possa vantarsi di aver attivato meccanismi di sviluppo omogeneo e diffuso tali da rendere aree oggi depresse e decontestualizzate come la Piana di Gioia Tauro o la Jonica Reggina, piuttosto che ampie zone del crotonese o del cosentino…ingranaggi funzionanti e funzionali di un unico meccanismo capace di produrre ricchezza e coesione sociale, piuttosto che di drenare risorse!  E tali da colmare quei gaps che rendono ancora oggi necessaria la persistenza di "rappresentanze" istituzionali in luoghi diversi della nostra regione e inopportuno un confronto su un tema come quello sollevato!

La Calabria ha bisogno di una sanità che costi meno! Di un sistema di gestione ambientale e del territorio che costi meno! Di un apparato burocratico e anche politico che costino meno (e producano di più)! Di una condizione generale di vita che, per essere veramente civile, sia determinata da servizi adeguati e che costino meno! Non certo di iniziative che sarebbero devastanti per l'economia quotidiana e familiare di centinaia di impiegati regionali anche se, a dire di qualche "interessato" dirigente regionale, si suppone possa produrre un risparmio per l'Ente!

Così come non ha bisogno di un'altra stagione del sospetto e della diffidenza in cui ognuno si senta autorizzato a ipotizzare che esistano saldature traversali tra poteri di alcune province a discapito di altre, traguardate a scardinare l'operatività di governi locali incardinati, viceversa, su un'idea unica di Calabria !

Da calabrese, se proprio dovessi fare una proposta provocatoria, chiederei a Scopelliti ed alla sua squadra di garantirci un periodo sostenuto e tangibile di buongoverno, per rendere finalmente la nostra regione più coesa e solida. Di trasformare le tre Calabrie in un'unica entità equamente sviluppata seppur diversamente forte nelle sue varie articolazioni geografiche e territoriali! Chiederei di sfruttare al massimo il privilegio di avere illustri uomini di governo - che possono e devono fare meglio di chi li ha preceduti! - incalzandoli nel tutelare la nostra terra in un momento in cui le regioni forti "mangiano" le deboli all'insegna di un federalismo ancora incompiuto! Chiederei loro di non sprecare l'opportunità che il popolo calabrese gli ha dato un anno fa e di elevare ancora di più il livello di governo! E…se proprio si deve partecipare ad un referendum, suggerirei di armarci tutti del dovuto rigore e di una solida libertà di scelta personale e di attendere le prossime elezioni. Quelle sì, un referendum vero!

Oggi, francamente, credo sia il tempo di evitare distrazioni! Anche perché, rispetto alla scelta di un luogo nuovo e "centrale" per allocare i palazzi del potere regionale, oltre a ritenere - da reggino - salutare ed altruistico non applicarmici, giudico veramente difficile individuare parametri di valutazione adeguati! Non foss'altro perché sicuro che, se per esempio dovessimo iniziare da quelli di buon senso, la partita sarebbe già bella che chiusa prima di iniziare!

                                                                                                                                                                                                          AMEDEO CANALE

                                                                                                                                                                                                     Presidente Formula Sud

 








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