Adesso… che la società italiana – con picchi oggettivi nel Meridione – sia intrisa da decenni di una tendenza cronica ad eludere le regole e a ricercare raccomandazioni e spintarelle, non è una novità! Che però si voglia dare subliminalmente una delimitazione geografica alla cosa e la si voglia cristallizzare lombrosianamente come una caratteristica naturale nei calabresi di ogni età, è ridicolo! Ridicolo e offensivo per la realtà stessa delle cose che colloca, invece, il Nord efficiente e bacchettone alla testa delle classifiche dei peggiori eventi che hanno attraversato la nostra società! Si parla di malaffare, corruzione, disagio al Sud e contemporaneamente scoppiano gli scandali al Nord. Si militarizzano i cantieri dell'A3 e nel frattempo si scopre che le imprese lombarde, piuttosto che piemontesi o venete, trescano con i potenti proprio come in Campania o Puglia o Sicilia. Si sputa sui nostri Atenei e poi si certifica che il vero "familismo amorale" trova invece linfa vitale nelle Università del Nord con interi casati elevati al rango di professori. Si fanno reportages sul disagio sociale nelle zone più arretrate della Penisola mentre - solo per completare i quadro! - le ridenti valli padane sono teatro degli omicidi più efferati ed inspiegabili.
Detto questo, veniamo alle esternazioni dell'assessore veneto! Esse hanno "rilevanza zero" fino a quando qualcuno non decide di dar loro dignità di intervento politico. Purtroppo, un qualcuno dal carattere eccessivamente disponibile ed incline al dialogo, in perfetta buonafede, ha pensato di farlo e si è spinto addirittura a sperare che un fiore possa nascere dal letame sparso a piene mani. Si è premurato di contattare la gentildonna e, al termine di una conversazione di cui ignoriamo i contenuti, ha auspicato addirittura una visita "verificativa" ed un gemellaggio, quasi che stessero interloquendo due comuni pedemontani o che - se a stringerlo sono due Provincie - il patto potesse apparire a noi tutti meno "provinciale".
Su questa iniziativa, lo dico con grande rispetto del caro Peppe Raffa, mi sento di dichiararmi pubblicamente contrario! Perché, purtroppo, la questione non si risolve con un paio di visite istituzionali e con un "cheeees", sorriso per la stampa! Essa è di una complessità notevole e mi spiace che sfugga ai più!
Sorvolando, infatti, sul razzismo latente che questi signori hanno nei confronti dei meridionali, la vera posta in gioco non è certamente la primazìa in una qualsiasi classifica, bensì qualcosa di più concreto e meno terra terra!
Parliamo degli accessi alle migliori università del Paese (comprese quelle venete) ove vige il numero chiuso ed il voto di maturità è determinante. Parliamo del sistematico tentativo di dequalificazione di una classe docente meridionale che si vuol far passare come troppo permissiva e spesso poco competente, solo per impedirle di essere immessa in ruolo e sedere dietro le cattedre degli istituti del Nord (a esclusivo beneficio degli insegnanti settentrionali). Parliamo del diritto alla libera competizione nei concorsi pubblici dove titoli ( e voti ) contano molto ai fini non solo del risultato, ma anche della partecipazione agli stessi. Parliamo del diritto alla libera circolazione sul territorio italiano di donne e uomini che desiderano mettere in gioco le proprie capacità e competenze su base nazionale e non locale. Parliamo dei diritti di base di uno Stato unitario che non posso essere messi in discussione da interventi apparentemente sconclusionati, ma in realtà frutto di ben più articolati e sedimentati sentimenti.
Quindi, ci penserei cento volte prima di invitare chicchessia a venire a fare visita ai nostri istituti, quasi si avesse la necessità di dimostrare che anche noi siamo civili e che lavoriamo secondo le regole.
A meno che non si tratti del Ministro Gelmini e la si solleciti a verificare - per il tempo necessario! - insieme ai suoi ispettori, lo stato dell'Istruzione in Calabria al fine di far finalmente capire a tutti i calabresi se i nostri insegnanti (seppur non avulsi dal contesto sociale in cui operano!) stanno formando le brillanti intelligenze del domani oppure se stanno allevando furbastri e cialtroni. E, possibilmente, di chiudere una volta per tutte una sgradevole querelle che si ripropone sulla stampa con cadenza annuale!
In assenza di ciò, dedicherei il mio tempo ad approfondire meglio i reali risvolti di un federalismo competitivo che al Nord è già dato per acquisito, mentre al Sud lo si considera ancora una sorta di leggenda. Compilerei in breve tempo una lista di interventi da fare nei nostri istituti superiori dopo anni di colpevole inedia di una certa politica e mi sforzerei di spiegare che la cosa più interessante da approfondire dei risultati INVALSI è che – al netto dei 110 e lode che rimangono comunque casi residuali in percentuale – il livello medio di istruzione delle regioni del Sud non è mai stato inferiore a quelle del Nord. E che questa "parità" i nostri ragazzi l'hanno sempre conseguita con una dotazione tecnologica e strutturale infinitamente inferiore a quella media del Nord!
Da assessore all'Istruzione a Reggio Calabria, insieme a Scopelliti, ho varato e sviluppato un piano per l'edilizia scolastica ( oltre a quello per il trasporto, mense, arredi e attività extracurriculari!) imponente. Oggetto di apprezzamenti a tutti i livelli; locali e nazionali!
Bene, invito tutti a ragionare se quelle ingenti risorse – resesi necessarie per riparare all'incuria di tutte le amministrazioni precedenti – io fossi stato libero di impiegarle in laboratori, innovazione e dotazioni tecnologiche. Sicuramente, avrei messo i nostri ragazzi nelle condizioni - a parità di strumenti – di raggiungere i vertici di qualunque classifica!
Ci penserei bene, dunque, dopo aver sbandierato a destra e a manca l'intenzione oramai stantìa di valorizzare le intelligenze della terra che fu Magna Grecia, a flirtare con chi le calpesta e mi impegnerei tempestivamente a colmare il gap che la nostra rete scolastica sconta rispetto a quelle del resto d'Italia e rilancerei una seria programmazione di interventi così come è stato fatto negli anni scorsi al Comune di Reggio .
In fondo, cosa dovremmo fare vedere all'assessore veneto?
Che i nostri ragazzi studiano spesso in strutture inadeguate, a testimonianza del fallimento della nostra politica? Che per raggiungere le proprie scuole sovente uno studente impiega due ore all'andata e tre al ritorno? Che essi, nonostante tutto, emergono lo stesso? Dirle con convinzione che da una scuola fatiscente della jonica reggina, possono uscire non una, ma dieci grandi intelligenze? E, alla fine, provare a sperare che una donna che apre una polemica del genere possa ricredersi?!
Io apprezzo la buona volontà di chicchessia…ma dobbiamo capire che qui c'è in gioco il diritto a competere e a farlo secondo le regole! Che nelle valutazioni pubbliche non possono essere introdotti parametri razziali! E che, fino a quando questo straccio di Paese sarà unito, tutte le persone con un minimo di dignità dovranno pretendere che il giovane africese, piuttosto che rosarnese o reggino possano tranquillamente competere e vincere l'accesso alle più prestigiose università italiane ed europee o il concorso per i posti più ambiti nella Pubblica Amministrazione, forti del valore insindacabile delle proprie valutazioni scolastiche e stracciando il figlio di un qualunque industrialotto veneto che, con una stentata licenza media, si è addormentato operaio per poi svegliarsi imprenditore e lobbista! Così come molti che oggi son classe dirigente in questo Paese!
AMEDEO CANALE
Presidente Formula Sud
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